Costruire.

Ciao Tumblr, eccoci qui.

Come promesso, quest’anno che è finito ho scritto molto, e ho scritto più con te. Anzi, adesso qui da te, con la calma del pigro che comunque sono, c’è tutto quello che scrivo. Più o meno.

Sto facendo qualcosa, ma non so cosa. Non lo so ancora.

Di là ci sono due bambini che giocano con qualcosa di nuovo, arrivato da pochi giorni. Una grossa scatola di Lego City, quelle serie, da sette anni in su - il piccolo s’è adeguato subito.

Costruiscono. Smontano, scompongono, rimettono insieme, provano, aggiustano altrimenti, riproducono, creano, inventano. Ho comprato loro una grossa scatola trasparente nella quale lasciare tutti i pezzi non assemblati.

Di là, nello sgabuzzino, c’è un’altra scatola, e tra poco la riprenderò. E’ una vecchia scatola di scarpe, puzza di cartone vecchio in maniera tremenda. Me la porto appresso da quattro traslochi, avrà di sicuro almeno venticinque anni. Ci sono le mie Lego.

Le ho sempre conservate come tutte le poche cose che ancora ho della mia infanzia. L’accanimento e il desiderio con il quale ci giocavo non l’ho dimenticato, e non l’hanno dimenticato le mie mani, come ho potuto provare con le Lego nuove di Ivan e Andrea.

Finalmente potrò dargli le mie, e costruiranno anche con quelle. Non so cosa, non lo so ancora. Non importa.

L’importante, anche quest’anno, è costruire.